Massimo Vecchi, bassista e voce dello storico gruppo Nomadi ci tiene a chiarire, prima ancora che nascano, eventuali interrogativi e dichiara:


“Vorrei sgombrare subito il campo da facili fraintendimenti.
Io sono e rimango principalmente il bassista e una delle voci dei Nomadi e non ho nessuna intenzione di abbandonare questo gruppo. Non sono animato da qualsivoglia desiderio di rivalsa.
Il progetto MANOLOCA è per me solo un'esperienza particolare fatta insieme a degli ottimi musicisti e soprattutto grandi amici.
Nel mio intimo c'è costantemente l'esigenza di vivere ogni singola emozione in musica, perciò quando non sono con i Nomadi amo creare e suonare anche con altre persone con cui sto bene.
Mi auguro che il pubblico dei Nomadi possa intervenire numeroso alle serate e sarei veramente felice di far conoscere loro un lato di Massimo Vecchi che non hanno ancora scoperto."

Il progetto "MANOLOCA" nasce per opera di cinque amici musicisti attivi nell’area tra Milano e Varese.

Manoloca sono:
  • Massimo Vecchi - voce
  • Dave Colombo - chitarre
  • Daniele Radice - basso
  • Agostino Barbieri - tastiere
  • Franz Piatto - batteria

Il gruppo ha come base un home-studio a pochi chilometri da Milano, dove si ritrova essenzialmente per lavorare su produzioni e realizzazioni di nuovi progetti discografici.

Tra una seduta di registrazione e una bottiglia di vino, è nato nel tempo il desiderio di dare corpo a pensieri musicali ideati dal gruppo, che prendono forma in nel nostro primo cd di brani inediti: Lontano Dal Cerchio.
I brani sono una fotografia della molteplicità di pensiero e dello stato d'animo dei componenti della band, che dichiarano: " Queste canzoni sono l’immagine del nostro stato emotivo e morale interiore. Non siamo più dei ragazzini quindi abbiamo sentito l'esigenza di tradurre in musica quella che è, fin qui, l’esperienza di vita accumulata, non solo in termini musicali ma anche di passioni quotidiane, per dare una voce alla nostra coscienza sociale."

Ci piace pensare che gli amici, o anche i solo gli open-minded, che interverranno alla serata, oltre al divertimento nell'ascoltare del sano rock italiano, possano anche farsi coinvolgere dalle tematiche trattate.
Non abbiamo la pretesa di insegnare nulla a nessuno, ma se oltre a divertire riusciremo in qualche misura a far riflettere chi ascolta su quello che accade attorno, davanti o dentro alle nostre vite, avremo dato un senso al nostro lavoro."