Ascolta qualche secondo del nostro primo album:

Lontano dal cerchio

Lontano dal cerchio

Massimo Vecchi con i Manoloca presentano il nuovo disco Lontano dal Cerchio.

 

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Recensioni:

Porgi l'altra guancia

Gira il mondo e mi stordisce
Va veloce e sgomita
Il più forte sta davanti
Gli altri in coda al limite
Mai, non me l’hai chiesto mai, se ero d’accordo
Sono figlio di un amplesso
Questo dà felicità
Con la faccia da bambino
Piena di curiosità
Mai, non me l’hai chiesto mai, se ero d’accordo
E la mia innocenza non è tornata più
Ti credo ma sono stanco di riempirmi di parole tipo

“porgi l’altra guancia”; a chi e perché
Se la storia va così, perché

Gira il mondo e mi stordisce
Con le sue priorità
Gira sempre da una parte
E dall’altra chi ci va
Mai, non me l’hai chiesto mai, se ero d’accordo
E la mia coscienza non si rimette più
Ti credo ma sono stanco di riempirmi di parole tipo

“porgi l’altra guancia”; a chi e perché
Se la storia va così, perché

Non credo nei miracoli ma spero che negli uomini
Davanti o dietro ci sia un posto un po’ più largo per l’amore
Ho un po’ di dubbi e quando hai tempo puoi aiutarmi a capirmi meglio
Forse sono sordo ma sono stanco di sentire ancora

“porgi l’altra guancia”; a chi e perché
Se la storia va così, perché

Non me l’hai chiesto mai (ad lib)

Il prestigiatore

Sono un prestigiatore, ho un trucco magico
Faccio sparire tutto quello che mi merito
Ahi….
Sono un prestigiatore e ho un certo credito
Lavoro in borsa e mi ritrovo qualche spicciolo
Truccare i conti ormai è il mio pane quotidiano
Sono un prestigiatore e ho tanta gente in mano
Faccio miracoli sfoggiando la mia personalità
E non ho debiti nemmeno con la mia moralità
Sono un prestigiatore figlio di un’epoca
Il mio mestiere è avere un asso nella manica
State sicuri il mio silenzio è garanzia
Il mio cilindro ha presente cos’è l’omertà
Sono un prestigiatore, ho un nuovo numero
Faccio apparire solo quello che mi chiedono
La mia famiglia non ha mai saputo niente
Io gioco coi risparmi della brava gente
Faccio miracoli sfoggiando la mia personalità
Io non ho amici ma soltanto la mia credibilità
Sono un prestigiatore figlio di un’epoca
Il mio mestiere è fare i soldi con la mimica
State sicuri il mio silenzio è garanzia
Dentro ad un bilancio gonfiato c’è posto per me
Sono un prestigiatore figlio di un’epoca
Il mio mestiere è avere un asso nella manica
State sicuri il mio silenzio è garanzia
Nel mio cilindro il coniglio non parlerà mai.

Il tuo ritratto

È una questione di soldi, solo una questione di soldi
Ciò che non vorresti avere dentro, invece quello ce l’hai
Non è questione di modi, rispetto al mondo che trovi
Questa è solo una motivazione fatta apposta per te

Sei vittima di te, sei brava nei tuoi show, ma adesso..

Smettila di raccontarmi storie e che non chiedi di più
Che poi stai male
Guardati e poi chiediti se hai mosso un solo dito di più
Solo per dare mai, no mai, mai per amore
Non credi a quello che vedi perciò fai finta e lo sai
Nascosta dietro ai tuoi vetri
Quello che puoi trovare dietro è proprio il gioco che vuoi
Vivi nel mondo dei falsi, questo è il tuo senso di noi
Per niente tu non ti sposti
Sposa questo credo, è il tuo ritratto, su misura per te

Sei vittima di te, sei brava nei tuoi show, ma adesso..

Smettila di raccontarmi storie e che non chiedi di più
Che poi stai male
Guardati e poi chiediti se hai mosso un solo dito di più
Smettila di raccontarmi storie e che non chiedi di più
Che poi stai male
Guardati e poi chiediti se hai mosso un solo dito di più

Solo per dare, mai
tu non l’hai fatto mai
No, no mai…
Smettila di raccontarmi storie….

Regina in polvere

Ho chiuso anche per oggi la mia storia in una scatola nera
Notte che vieni e portami nel buio, la mia parte più vera
La luce sai mi penetra negli occhi, questo non mi va
Portami nei vicoli più scuri, accendo la mia vanità….

Sono già in riserva e ho freddo dentro
Sento addosso il suo calore e non ho voglia di scappare

Dentro al mio bicchiere so affondarti, adesso ti vedo
Sempre pronta a vendermi i tuoi sogni, campana di vetro
Scappo ma tu sai come trovarmi
La mia regina in polvere verrà

Ho chiuso dentro ad un sacco la mia storia e l’ho buttata nel fiume
Non credo di doverla utilizzare cambiandogli nome
Da sempre io non riesco a sopportare ciò che dentro non va
Me ne vado senza salutare, questa è la mia verità

Sono già in riserva e ho freddo dentro
Voglio addosso il suo calore anche se mi farò male

Dentro al mio bicchiere so affondarti, adesso ti vedo
Sempre pronta a vendermi i tuoi sogni, campana di vetro
Vincolo sintetico sentenzia la realtà
La mia regina in polvere verrà

Dentro al mio bicchiere so affondarti, adesso ti vedo
Sempre pronta a vendermi i tuoi sogni, campana di vetro
Scappo ma tu sai come trovarmi
La mia regina in polvere verrà
Scappo ma tu sai come trovarmi
La mia regina in polvere sarai

Un leggero senso di insoddisfazione

Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Ogni volta che sento parlare di luoghi comuni, di cose mediate
Tra il dire e il fare
Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Quando l’occhio del mondo si chiude davanti a milioni di vite schiacciate
Tra guerra e fame

Pelle di un altro colore
Non credo che finisca tutto lì
Guerra che fa religione, ti dice che è un po’ colpa tua
Mi dice che è un po’ colpa mia
Solo un perfetto rituale, ma il mondo grida e merita di più
L’occhio non vuole vedere
E il cuore si nasconde in mezzo ai suoi perché

Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Ogni volta che un quarto del mondo si guarda allo specchio
E ringrazia di essere nato
Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Quando vedo tre quarti del mondo rapiti dall’odio
Colpire di fatto chi non c’entra un cazzo

Libri di uguale spessore, non credo ci sia scritto  “fai così”
Guerra che fa religione, ti dice che è un po’ colpa tua
Mi dice che è un po’ colpa mia
Solo un perfetto rituale, ma il mondo grida e merita di più
L’occhio non vuole vedere
E il cuore si nasconde in mezzo ai suoi perché

Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Come mai tutto questo
Ho sempre un leggero senso di insoddisfazione
Io mi chiedo perché.

Pelle di un altro colore
Non credo che finisca tutto lì
Guerra che fa religione, ti dice che è un po’ colpa tua
Mi dice che è un po’ colpa mia
Solo un perfetto rituale, ma il mondo grida e merita di più
L’occhio non vuole vedere
E il cuore si nasconde in mezzo ai suoi perché

Al bivio sbagliato

Il mio nome è Sette, ogni Lunedì
Sto rinchiuso a Melfi, carcere un po’ chic
E… con la mia pelle scura sono qui
E… partito su un gommone sono qui
Ero sicuro di esservi amico io
Trovandomi al bivio sbagliato di chi come me
Non ha niente da perdere
Il mio errore, signori, è pura necessità
Sia chiaro che non chiedo più di niente tranne la mia dignità
Il mio nome è Sette, ogni Lunedì
Clandestino a vita se uscirò di qui
E volevo fare l’università
E mia madre non sa neanche che son qua
Cari fratelli scusate il disturbo se
Trovandomi al bivio sbagliato di chi come me
Non ha niente da perdere
Il mio errore, signori, è pura necessità
Fuggivo dalla terra di nessuno verso la mia libertà
Trovandomi di nuovo a capo, identica realtà
Come un fantasma non esisti in clandestinità
Il mio errore, signori, è pura necessità
Fuggivo dalla terra di nessuno verso la mia libertà
Il mio errore, signori, è pura necessità
Sia chiaro che non chiedo più di niente tranne la mia dignità

Hanno picchiato Damiano (sul portone di casa)

Storie che non sanno di niente solo perché qualcuno non vuol farle sapere
Mancavano due giri di mate fuori faceva freddo ed era quasi Natale
Parlavano di una retata, dicevano di una soffiata
Armato di un cappello di lana, hanno picchiato
Damiano sul portone di casa
Studiava già da più di tre anni storia e scienze sociali, facoltà di Santiago
Parlava come tanti compagni di uguaglianza sociale, di diritti umani
Damiano odiava la violenza, parlava di democrazia,
ma davanti al portone di casa quella notte ha trovato
la polizia, la polizia.

Colpevole di dire ciò che non si può,
colpibile senza alcuna ragione tra falsi e menzogne,
colpevole di dire ciò che non si può, colpibile, hanno picchiato Damiano sul portone di casa….

Trovato dopo circa due ore trasportato di corsa dentro al primo ospedale
Trovato in una pozza di sangue, tutt’intorno la neve ed era quasi natale
La polizia che dichiarava “è a capo di una banda armata”
Armato di un cappello di lana, hanno picchiato Damiano sul portone di casa

Colpevole di dire ciò che non si può, colpibile, grazie alla posizione di un’altra opinione
colpevole di dire ciò che non si può, colpibile,
hanno picchiato Damiano
hanno picchiato Damiano
hanno picchiato Damiano sul portone di casa
sul portone di casa
sul portone di casa…..(ad lib)

Sotto lo stesso cielo

Sono anni che ti guardo dentro ai tuoi clichè
E da anni mi perdono la viltà che è in me
Io dovrei gridare al mondo il male che farai
L’arroganza che si esprime nei discorsi tuoi
Tra uomini in giacca e cravatta uguali
Io sono lontano da te

Sotto lo stesso cielo son costretto a vivere
Qui non c’è niente da buttare tranne te

Per degli anni ho congelato la mia dignità
E non me ne faccio niente della carità
Nelle tue bugie ecologiche non ci casco più
La menzogna si distingue quando parli tu
Tra polveri tossiche nucleari
È questo il tuo regno mio re

Sotto lo stesso cielo son costretto a vivere
Dentro alle vene sangue infetto in polvere
Sotto lo stesso cielo son costretto a vivere
Qui non c’è niente da buttare tranne te

La tua grazia non darà respiro ai figli tuoi
Tu semini vento e raccogli tempesta per noi

Sotto lo stesso cielo son costretto a vivere
Dentro alle vene sangue infetto in polvere
Sotto lo stesso cielo son costretto a vivere
Qui non c’è niente da buttare tranne te

Non mi servi più

Era di lunedì o di sabato, io non ricordo bene
Ero sdraiato sul divano, ed è squillato il telefono
Mi hai detto “vieni nel mio ufficio nuovo, dai che ti spiego dov’è”
Mi hai detto “presto prendi un taxi al volo, devo parlare con te, per dirti:
“non mi servi non mi servi, non mi servi più, tu non mi servi non mi servi, non mi servi più” ci sono rimasto un po’ shockato e poi ti ho chiesto perché, mi hai detto “senti, ormai sei superato, cambia mestiere perché”,

“sei fuori moda ormai tu sei andato, non ti arrabbiare con me,
ti voglio bene io ci ho anche provato, ma non è tempo per te.”
C’è chi pende dalle tue parole ma oggi non tocca a me
Mi volto col sorriso un po’ stregato  - va’ a farti fottere se…

Era di lunedì o di sabato, io non ricordo bene
Ricordo solo le tue bugie sdraiato sul mio divano “comunque se hai bisogno chiama pure
la porta è aperta per te, ho qualche amico che ti può aiutare, cambia mestiere perché..

sei fuori moda ormai sei superato, non ti arrabbiare con me,
ti voglio bene io ci ho anche provato, ma non è tempo per te.”
sei fuori moda ormai tu sei andato, non ti incazzare con me,
ti voglio bene io ci ho anche provato, ma non è tempo per te.”
C’è chi pende dalle tue parole ma oggi non tocca a me
Mi volto col sorriso un po’ stregato  - va’ a farti fottere se…

Sarò anche fuori moda e superato però mi incazzo con te
Per tutte le bugie che mi hai raccontato, mi son fidato di te
Che scemo io che poi mi son fidato, mi sono fidato di te
Di un nano grasso e anche un po’ pelato, che vende sogni per te
Sarò anche fuori moda e superato però mi incazzo, mi incazzo con te
Per tutte le bugie che mi hai raccontato, mi son fidato di te
Sarò anche fuori moda e superato però mi incazzo con te … (ad lib)

Il Ponte

C’era una luce gelida, splendeva a sera
Non si ammazzava l’anno
Né giochi o dolci pronti per i bambini
Né trucco e niente inganno
Era la polvere vera, quella che brucia gli occhi
Mirko scappava dal ponte incendiato dal fronte
La guerra, orrore sacro, figlia di etnie diverse
Due sponde dello stesso fiume divise dal potere
Mirko che andava a scuola attraversando il ponte
L’incontro di mille culture bruciato dal fronte

E… stanno bruciando il ponte, nessuno che ha vinto
E… sparano verso il ponte, c’è il sole al tramonto

C’era una luce grigia, splendeva a sera
Non c’era più riparo
Oltre il confine scorreva il fiume
Di polvere da sparo
Due sponde ormai diverse fatte di nomi uguali
Mirko calciava il pallone sognando i Mondiali

E… stanno bruciando il ponte, nessuno che ha vinto
E… sparano verso il ponte, c’è il sole al tramonto

Filo spezzato di un sogno velato diverso dalla realtà
Mirko che scappa davanti alla sua verità

Rubano gli anni a Mirko
Non glieli danno più…..
(ad lib)